Siamo persone cresciute con e dentro il calcio, a Salerno. Un calcio che ci ha formatx, attraversatx, insegnato linguaggi e appartenenze.
Ma proprio per questo, oggi sentiamo il bisogno di prenderne le distanze e contrastare le logiche che lo governano.
L'Independiente Z.O. Calcio Popolare nasce dal basso, come risposta collettiva a questa esigenza. Vogliamo costruire uno spazio sportivo libero, accessibile, attraversabile.
Abbiamo scelto di partire da Sant'Eustachio, nella zona orientale di Salerno. Un quartiere troppo spesso definito "marginale", ma che per noi è centrale: nelle vite di chi lo abita, nei bisogni che esprime, nelle possibilità che contiene.
Fin dal primo allenamento, nel febbraio 2025, il passaparola ha fatto emergere qualcosa di semplice e potente: il quartiere aveva bisogno di questo spazio.
Ragazzx e abitanti sono scesi di casa e si sono uniti. Il progetto, fin da subito, non è stato "nostro", ma di tuttx.
Operiamo in una città che vive di calcio 365 giorni l'anno, ma che non garantisce davvero l'accesso allo sport. Le strutture sono poche, spesso inaccessibili, segnate da barriere economiche e sociali che escludono.
Per noi lo sport è un diritto, non un privilegio. È uno strumento potente di aggregazione, capace di costruire relazioni e produrre benessere fisico, mentale e sociale.
Rifiutiamo il cosiddetto "calcio moderno": biglietti sempre più cari, diritti televisivi dominanti, squadre sradicate dai territori.
In campo, immaginiamo una squadra che rifiuta la logica della prestazione individuale. Una squadra in cui la responsabilità è condivisa, in cui il gioco è costruzione collettiva.
Il polpo è il nostro simbolo proprio per questo: rappresenta un'intelligenza non centralizzata, una forza che nasce dalla capacità di adattarsi e utilizzare ogni parte di sé.
Non gerarchia, ma relazione. Più "numeri 10" in ogni reparto, a partire dalla porta.
Sugli spalti, il settore è parte integrante della squadra. Lo vogliamo aperto, gratuito, attraversabile. Lontano da modelli gerarchici e logiche di controllo.
Non un semplice "dodicesimo", ma la squadra stessa, in un'altra forma.
Fuori dal campo, il "terzo tempo" diventa momento fondamentale: uno spazio di condivisione reale, che coinvolge giocatori, tifosi, famiglie, comunità, anche avversari. Un tempo di cura, rispetto e relazione che continua oltre la partita.
La gestione che immaginiamo è orizzontale e partecipata. L'assemblea è il luogo decisionale, lo spazio in cui il progetto cresce insieme alle persone che lo attraversano.
Attraverso strumenti di azionariato popolare vogliamo costruire una co-gestione reale, in cui chiunque possa contribuire e prendersi cura di questo percorso.
Il nostro sogno è che il campo "24 Maggio 1999" diventi sempre più uno spazio quotidiano: il campo della domenica, ma anche un luogo dove stare, studiare, crescere, incontrarsi.
Fondiamo la nostra identità su valori chiari: antifascismo, antirazzismo, antisessismo e contrasto a ogni forma di diseguaglianza.
Ci riconosciamo in una prospettiva anticoloniale, antimilitarista e internazionalista, schierata dalla parte dei popoli e delle loro lotte.
Il calcio è uno spazio in cui i modelli maschili dominanti si riproducono con forza. Per questo vogliamo che l'Independiente sia anche uno spazio di trasformazione: mettere in discussione questi modelli, praticare ascolto, costruire consapevolezza.
Viviamo in un tempo in cui è sempre più difficile immaginare alternative. Guerre, precarietà e isolamento restringono gli orizzonti e rendono il presente inevitabile.
Il calcio popolare, per noi, è il punto di rottura.
Uno spazio in cui tornare a sognare, a costruire legami, a immaginare un futuro diverso. A partire da un campo di quartiere, da Sant'Eustachio, proviamo a costruire una comunità capace di esistere, resistere e trasformare.