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Manifesto

Independiente
Z.O.

Calcio Popolare · Salerno
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01 — Chi siamo
"C'è una squadra che si allena a Sant'Eustachio…"

Cresciuti
nel calcio

Siamo persone cresciute con e dentro il calcio, a Salerno. Un calcio che ci ha formatx, attraversatx, insegnato linguaggi e appartenenze.

Ma proprio per questo, oggi sentiamo il bisogno di prenderne le distanze e contrastare le logiche che lo governano.

L'Independiente Z.O. Calcio Popolare nasce dal basso, come risposta collettiva a questa esigenza. Vogliamo costruire uno spazio sportivo libero, accessibile, attraversabile.

02 — Il territorio

Sant'Eustachio

Abbiamo scelto di partire da Sant'Eustachio, nella zona orientale di Salerno. Un quartiere troppo spesso definito "marginale", ma che per noi è centrale: nelle vite di chi lo abita, nei bisogni che esprime, nelle possibilità che contiene.

Fin dal primo allenamento, nel febbraio 2025, il passaparola ha fatto emergere qualcosa di semplice e potente: il quartiere aveva bisogno di questo spazio.

Ragazzx e abitanti sono scesi di casa e si sono uniti. Il progetto, fin da subito, non è stato "nostro", ma di tuttx.

03 — Le radici
"Al calcio dei potenti e delle televisioni… dico no e scelgo te!"

Lo sport
è un diritto

Operiamo in una città che vive di calcio 365 giorni l'anno, ma che non garantisce davvero l'accesso allo sport. Le strutture sono poche, spesso inaccessibili, segnate da barriere economiche e sociali che escludono.

Per noi lo sport è un diritto, non un privilegio. È uno strumento potente di aggregazione, capace di costruire relazioni e produrre benessere fisico, mentale e sociale.

Rifiutiamo il cosiddetto "calcio moderno": biglietti sempre più cari, diritti televisivi dominanti, squadre sradicate dai territori.

04 — Il simbolo
"In un mare di squali vogliamo essere polpo"

🐙 Il polpo

In campo, immaginiamo una squadra che rifiuta la logica della prestazione individuale. Una squadra in cui la responsabilità è condivisa, in cui il gioco è costruzione collettiva.

Il polpo è il nostro simbolo proprio per questo: rappresenta un'intelligenza non centralizzata, una forza che nasce dalla capacità di adattarsi e utilizzare ogni parte di sé.

Non gerarchia, ma relazione. Più "numeri 10" in ogni reparto, a partire dalla porta.

05 — Gli spalti

La squadra
siamo tuttx

Sugli spalti, il settore è parte integrante della squadra. Lo vogliamo aperto, gratuito, attraversabile. Lontano da modelli gerarchici e logiche di controllo.

Non un semplice "dodicesimo", ma la squadra stessa, in un'altra forma.

Fuori dal campo, il "terzo tempo" diventa momento fondamentale: uno spazio di condivisione reale, che coinvolge giocatori, tifosi, famiglie, comunità, anche avversari. Un tempo di cura, rispetto e relazione che continua oltre la partita.

06 — La gestione
"Il calcio è di tuttx"

Progetto
collettivo

La gestione che immaginiamo è orizzontale e partecipata. L'assemblea è il luogo decisionale, lo spazio in cui il progetto cresce insieme alle persone che lo attraversano.

Attraverso strumenti di azionariato popolare vogliamo costruire una co-gestione reale, in cui chiunque possa contribuire e prendersi cura di questo percorso.

Il nostro sogno è che il campo "24 Maggio 1999" diventi sempre più uno spazio quotidiano: il campo della domenica, ma anche un luogo dove stare, studiare, crescere, incontrarsi.

07 — I valori
"Contro ogni discriminazione, sempre"

La nostra
identità

Fondiamo la nostra identità su valori chiari: antifascismo, antirazzismo, antisessismo e contrasto a ogni forma di diseguaglianza.

Ci riconosciamo in una prospettiva anticoloniale, antimilitarista e internazionalista, schierata dalla parte dei popoli e delle loro lotte.

Il calcio è uno spazio in cui i modelli maschili dominanti si riproducono con forza. Per questo vogliamo che l'Independiente sia anche uno spazio di trasformazione: mettere in discussione questi modelli, praticare ascolto, costruire consapevolezza.

08 — La visione
"Difendiamo l'allegria, organizziamo la rabbia"

Il calcio
come rottura

Viviamo in un tempo in cui è sempre più difficile immaginare alternative. Guerre, precarietà e isolamento restringono gli orizzonti e rendono il presente inevitabile.

Il calcio popolare, per noi, è il punto di rottura.

Uno spazio in cui tornare a sognare, a costruire legami, a immaginare un futuro diverso. A partire da un campo di quartiere, da Sant'Eustachio, proviamo a costruire una comunità capace di esistere, resistere e trasformare.

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Con il polpo
sopra al petto
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